Elio diventa Gian Burrasca, al Giovanni da Udine




Arte e cultura, Cronaca, Eventi, Friuli Venezia Giulia, Udine | Sara Adami | 21 ottobre 2010 alle 10:03

elio gian burrasca UDINE – «Viva la pa-pa-pap-pa col po-po-po-po-po-po-pomodoro!». Davvero attesissimo, sul palco del “Giovanni da Udine”, il primo appuntamento del cartellone CrossOver, in programma venerdì 22 ottobre alle 20.45. Si riforma infatti la strana coppia Elio-Lina Wertmüller, dopo Storia d’amore e d’anarchia, e si riforma per portare in scena un’altra pietra miliare della regista: quell’amatissimo Gian Burrasca, nato dalla penna di Vamba, che a metà degli anni Sessanta fece faville sul piccolo schermo.
Al mitico Elio spetta il compito di raccogliere l’altrettanto mitica eredità di Rita Pavone, l’indimenticabile Giannino Stoppani del celeberrimo sceneggiato, mentre un ottimo quintetto renderà omaggio alle musiche originali di Nino Rota. «Io adoro Elio – sono parole della Wertmüller – e da quando abbiamo lavorato assieme a teatro ho pensato e immaginato che prima o poi ci sarebbe stata un’altra occasione: è arrivata con la sua proposta di portare in teatro Gian Burrasca. Come potevo non entusiasmarmi all’idea di rimetter mano dopo più di 40 anni al testo del Giornalino immaginando Elio vestire i panni che furono della Pavone?».
Le gesta della piccola peste più famosa della letteratura italiana rivivono dunque grazie a Elio, in questa «riduzione teatrale in forma di concerto» (come viene definita dalla regista), e grazie a una band perfettamente calata nel gioco delle parti: Corrado Giuffredi (clarinetto), Cesare Chiacchiaretta (fisarmonica), Giampaolo Bandini (chitarra), Enrico Fagone (contrabbasso) e Danilo Grassi (percussioni).
«Nonostante l’amenità e la leggerezza della storia – sottolinea Elio – in realtà con Gian Burrasca parliamo di Nino Rota e di Lina Wertmüller, nomi che hanno fatto la storia della cultura italiana. Lo spettacolo nasce con l’intento di trattare materie divertenti, ma in modo interessante e qualitativamente elevato, con bravissimi musicisti».
Il giornalino di Gian Burrasca è nato dalla penna di Vamba (pseudonimo di Luigi Bertelli) nel 1907 ed è stato pubblicato prima a puntate sul Giornalino della Domenica, tra il 1907 e il 1908, e poi in volume nel 1911. Fonte (non dichiarata) dell’opera è A Bad Boy’s Diary (1880) dell’americana Metta Victoria Fuller. Il libro è scritto in forma di diario: il diario di Giannino Stoppani, detto appunto Gian Burrasca. Questo soprannome, che la famiglia gli dà a causa del suo comportamento molto irrequieto, è divenuto proverbiale per indicare un ragazzino indisciplinato e allergico a qualunque regola.
Per informazioni, contattare l’Infopoint del “Giovanni da Udine” (0432.248418), consultare il sito ufficiale (www.teatroudine.it) o iscriversi alla fan page su Facebook (www.tinyurl.com/teatroudine).

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Articolo scritto da Sara Adami

Sara Adami Sara Adami Simil precaria, simil trentenne, appassionata di lettura e scrittura, di grafica e arte, di risate e pianti, di sole e di pioggia. Appassionata.
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